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04 May
2019
70° GP Lotteria 2019
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70 GP Lotteria: il resoconto

Probabilmente quando circa due mesi fa, saputo che poteva esserci l’organizzazione di un viaggio aereo, fece chiedere informazioni per un eventuale trasferta al Lotteria, Jean Michel Bazire aveva già puntato nel mirino il terzo trofeo del Maschio Angioino della sua carriera. Del resto in quanto a programmazione dei suoi allievi “Le Roi” ha davvero pochi avversari. L’idea nasceva indubbiamente dalla presunzione, azzeccata, di avere il cavallo giusto per la trasferta napoletana. JMB è uno che non ama muoversi troppo dalla Francia e se lo fa è sicuramente a ragion veduta. Ovvio, siamo al giorno dopo del trionfo napoletano di bel Avis, ma l’analisi della 70.a edizione del Lotteria non può prescindere da queste considerazioni.

In finale c’è stato il giusto mix di sorprese e conferme.
Sapevamo tutti che Vitruvio sarebbe giunto facilmente all’appuntamento conclusivo così come che Bel Avis era la carta prediletta di Bazire. Forse non tutti ci attendevamo che il primo grande scossone alla giornata lo avrebbe dato Bjorn Goop con Disco Volante. Una partenza stratosferica dal numero otto al largo di tutti, quel numero che spesso molti rifiutano che ha portato gli organizzatori di diversi eventi importanti a definire il campo partenti prima dell’estrazione dei numeri proprio per evitare defezioni strumentali. Lo svedese si è organizzato ed è andato in testa in un amen (200 metri iniziali in 12.8 partendo dall’esterno !!!) e ha messo in fila tutti gli altri primo tra tutti un Attack Diablo che ha sbagliato nella fase inziale, ma che poi ha messo in scena un recupero superlativo tant’è che il tempo di 1.12.2 con il quale ha conquistato il secondo posto vale sicuramente molto meno. Opaco ma qualificato per la finale Urlo dei Venti che rimaneva in quota con il numero uno e nella fase conclusiva si sottraeva al rush di pantera del Pino, ma senza destare particolare impressione.

La seconda batteria filava liscia senza problemi. Ua Huka in testa anche lei in poche battute e subito pronta a cedere strada, come prevedibile, a Vitruvio che doveva solo fare il tempo per avere la scelta migliore in finale, obiettivo che Alessandro Gocciadoro otteneva anche senza particolari sollecitazioni. Che fosse la batteria più facile lo si era ampiamente detto alla vigilia. In pista lo è diventata ancora di più anche perché Abydos du Vivier mostrava limiti di andatura evidenti e Tessy D’Ete era stata ritirata prima della corsa a causa di un blocco muscolare.

La terza era quella con i maggiori colpi di scena. Bel Avis molto ardente scarrierava abbondantemente prima dello stacco, si rimetteva brevemente, ma poi rompeva di nuovo, pochi però i tempi di galoppo dopo il paletto dello start (circa 5) e quindi la giuria lo teneva in corsa anche perché perdeva un bel gruzzolo di metri tanto da sembrare fuori corsa. “A quel punto ho pensato di mollare – ha affermato JMB in premiazione”, ma poi ho visto che mi sono ricongiunto al gruppo quasi senza volerlo e quindi l’ho lasciato andare”. Lasciarlo andare è significato fare 600 finali nell’ordine del 40 e poco più. E’ vero che la retta d’arrivo di Timone Ek è stata particolarmente netta (c’è 15.1 preso sul vincitore che veniva da dietro), ma è anche vero che al paletto dei 400 conclusivi Bel Avis era ancora ultimo. Grande rammarico per René Legati con Sonia che ha sbagliato proprio mentre si apprestava a fornire il suo spunto che l’avrebbe portata dritta dritta all’atto conclusivo. Timone Ek manteneva così la seconda piazza davanti a un’opportunista Vanesia Ek.


FINALE A TRE PUNTE

Così all’atto conclusivo arrivavano tre punte. Il betting non sapeva chi scegliere tra la velocità iniziale di Disco Volante, il tifo e la facilità di successo di Vitruvio e la grande impressione destata da Bel Avis. Il resto è cosa nota con Bjorn Goop che non si faceva pregare per andare al comando anticipando Vitruvio. Bazire questa volta riusciva a tenere di trotto Bel Avis (ma lo aveva annunciato), ma nell’andare a prendere la schiena di Gocciadoro probabilmente “pizzicava” il copertone sinistro del sulky di Vitruvio che si afflosciava inesorabilmente dopo pochissimi metri dalla partenza assieme ad esso si afflosciavano inevitabilmente anche le speranze di vedere il nostro cinque anni correre da protagonista, sia pure in un contesto tattico complicato al fianco dello svedese. Il “Goccia” ci provava, spostava per quanto possibile il peso del corpo sulla parte destra del rotabile, ma a 300 metri dal palo doveva issare bandiera bianca, lasciando deluso anche il direttore dell’ippodromo di Solvalla che avrebbe voluto consegnargli volentieri il biglietto per l’Elitlopp. Il proscenio e con esso la vittoria rimanevano li, a disposizione di JMB che dalla seconda pariglia aveva avuto la corsa più bella del mondo. Disco Volante era battuto. JMB si lasciava andare all’esultanza alzando le gambe incurante di un piccolo arpeggio del suo cavallo negli ultimi metri che forse in Francia avrebbe procurato qualche problema, ma che da noi, va detto, rimane assolutamente nei limiti. Terza di spunto veniva una commovente Ursa Caf in sediolo al quale Antonio Esposito, sia in batteria che in finale aveva compiuto due veri e propri capolavori tattici. Quarta Ua Huka che ha sfruttato al meglio la posizione alla corda; quinto un diligente Urlo dei Venti che, avendo poi pescato giocoforza il numero peggiore in finale, ha ottenuto il miglior risultato che la condizione attuale gli consentisse, meno bene in finale rispetto alla batteria Timone Ek che già nel primo impegno aveva però speso molto se non quasi tutto.

Poi la naturale apoteosi: Salvio Cervone gridava “Chapeau” dalla postazione cronache, la bandiera francese poteva così sventolare alta nella conca di Agnano 39 anni dopo Hillion Brillouard e Jean Michel Bazire tornava ad alzare il Maschio Angioino con qualche primavera in più sulle spalle dopo i successi del 2007 con Exploit Caf e del 2008 con Gambling Bi, ma anche con l’esperienza, la bravura e la consapevolezza di averci visto bene quando aveva centrato il suo mirino e aveva mantenuto la barra dritta anche quando il biglietto aereo si era trasformato nella prospettiva di ben più un e scomodo lungo tragitto in van.

Checché se ne dica è stato un gran bel Lotteria, incerto fino all’atto conclusivo cui sono giunti tre cavalli praticamente su una linea nelle valutazioni e nelle scommesse. Poi i discorsi da social e da bar sport dovranno stabilire (e non ci riusciranno) la cifra tecnica della corsa, ma prima di ogni analisi è giusto che tutto vada relativizzato. Non era un brocco il Timoko che perse il Lotteria prima di vincere l’Elitlopp, non possono essere giudicati tali, come si è letto a caldo da qualche parte, i nostri cavalli che hanno lasciato le prime due posizioni della finale da oltre 300mila euro a due soggetti che non figurano certamente ai vertici delle rispettive classifiche nazionali, ma che probabilmente erano particolarmente adatti alla circostanza e alla tipologia di impegno. Certo i nostri migliori, Vitruvio a parte che merita ovviamente tutte le attenuanti e le prove d’appello del caso, sono arrivati all’appuntamento non nella condizione migliore. Fa parte dei cicli storici, ma i 39 anni che sono passati dall’ultima vittoria francese del Lotteria hanno un loro significato storico e tecnico così come la scelta felice e ponderata di un fuoriclasse del trotto internazionale come JMB che assieme a Bjorn Goop, Gocciadoro e gli altri ha nobilitato questa edizione della kermesse napoletana. Alla vigilia avevamo paragonato i possibili protagonisti di Napoli a Messi, Cr7 e all’Ajax: sarà un caso che la sera stessa il Barcellona ha dominato in Champions con due gol di Messi… la differenza la fanno (quasi) sempre i fuori classe!

1/5/2019 Gran Premio Lotteria. Finale. BEL AVIS (Jean Michel Bazire). 1.11.3. al Km. Foto Perrucci.


HANNO DETTO

JEAN MICHEL BAZIRE (Bel AVIS) “Sapevo che Bel Avis poteva essere adatto a questa corsa e lo avevamo preparato per questo. Al Lotteria arrivano i migliori cavalli italiani e bisogna essere al top per far bene. Lui lo era.”

ALESSANDRO GOCCIADORO (Vitruvio) “Mi spiace per i proprietari e per tutti noi che avevamo preparato questa corsa con grande attenzione sino al Continental. Purtroppo questi sulky di tipo americano con le ruote un po’all’indietro possono andare incontro a questi inconvenienti. Non so se ci fossero gli estremi per un intervento dei giudici, ma cambia poco. Peccato perché il cavallo avrebbe corso molto bene.”

RENE LEGATI (Sonia – Ua Huka) “Sono soddisfatto per Ua Huka che in un anno dalla categoria F è arrivata alla finale del Lotteria, ma il rammarico più grande è quello di Sonia che ha sbagliato quando doveva praticamente iniziare a correre. Visto come sono andate le cose probabilmente avrebbe potuto essere protagonista in finale.”

ANTONIO ESPOSITO (Ursa Caf) “Ero convinto di fare un bel Lotteria. Certo in batteria mi sono trovato in mezzo a Bazire e Goop e anche sul piano delle sensazioni non è stata cosa da poco. Ma Ursa ha confermato appieno tutto il suo valore. È maturata e sa correre molto ben di rimessa anche per questo in finale ho scelto di non partire. Peccato non aver potuto sprintare da più vicino, probabilmente avremmo potuto provare ad acciuffare il secondo posto.”



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